<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169</id><updated>2012-01-06T05:09:36.683-08:00</updated><category term='Trieste Asburgica'/><category term='Trieste : luoghi d&apos;interesse'/><category term='triestinità'/><category term='Trieste : letteratura'/><category term='caduta all&apos; Italia'/><category term='Storia Trieste'/><title type='text'>Triest</title><subtitle type='html'>Capit Adriae, la capitale del Kustenland Austriaco, la Città di Trieste. Estratti di giornali storici, documentazioni, breve storia della Città cara agli Asburgo e del suo Hinterland ecc</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-430530439506732580</id><published>2009-03-15T08:26:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T12:21:11.952-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste Asburgica'/><title type='text'>Nozioni Storia I GM</title><content type='html'>Contrariamente a quel che il vasto pubblico crede, la prima guerra mondiale non fu vinta dall'Intesa per la superiorità industriale e numerica dell'Intesa e per l'irresistibile spinta all'autodeterminazione dei popoli della Duplice monarchia austro-ungarica. Questo è ciò che i vincitori hanno voluto far credere, così come hanno voluto far credere che la Germania, scatenando la guerra sottomarina indiscriminata ai danni delle navi alleate nel Nord Atlantico, si macchiò di un crimine unico nella storia, crimine che scontò con l'intervento in guerra degli Stati Uniti d'America che, quanto a loro, avrebbero ben preferito restarne fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà è diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la netta sproporzione delle forze in campo, già prima dell'intervento americano (258 milioni di abitanti con 5,7 milioni di soldati dell'Intesa contro 118 milioni di abitanti e 3,5 milioni di soldati degli Imperi Centrali), e nonostante il clamoroso errore tedesco che condusse all'insuccesso della Marna nel settembre 1914, nel complesso gli Austro-Tedeschi conservarono una netta superiorità strategica fino all'ultimo anno di guerra; ed è molto probabile che avrebbero potuto riportare una vittoria decisiva entro il 1917.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che li mise in ginocchio non furono la superiorità numerica e industriale dell'Intesa, ma il lento, progressivo, inesorabile strangolamento economico provocato dal blocco navale attuato dalla Gran Bretagna e dai suoi alleati fin dai primi giorni di guerra. I cereali, la carne e gli altri generi alimentari cominciarono a rarefarsi, tanto in Germania quanto in Austria-Ungheria, fin dalle prime settimane di guerra, insieme alle materie prime necessarie alla produzione di armi e munizioni, al combustibile per gli automezzi, per le navi e per il riscaldamento delle popolazioni, ai tessuti per fabbricare uniformi e coperte per l'esercito, e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La penuria dei viveri e di altri generi di prima necessità, come il carbone - che lasciò al freddo, nel rigido inverno dell'Europa centrale, centoventi milioni di esseri umani -, provocò un rialzo dei prezzi che colpì con durezza inaudita il potere d'acquisto delle popolazioni, minò i loro risparmi bancari, fece scarseggiare i medicinali e perfino le bende, condannò alla denutrizione ed espose alle malattie gli abitanti delle città e delle zone industriali, provocando un'alta mortalità, specie fra gli organismi più deboli: quelli dei bambini e degli anziani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Furono i disagi insopportabili, dovuti alla catastrofe economica, a minare la volontà di resistenza dei popoli degli Imperi Centrali. Fino al quarto inverno di guerra, nonostante gli immani sacrifici da essi sopportati, il loro morale era rimasto  alto; ma, all'avvicinarsi del quinto inverno, essi fecero quello che aveva già fatto, primo di loro, il popolo russo: perdettero ogni fiducia nei propri governi e diedero vita a una serie di insurrezioni e di secessioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu in tal modo che l'Austria-Ungheria si disgregò irrimediabilmente e scomparve dalla carta d'Europa. Non è vero che il suo destino fosse già segnato, fin dall'inizio della guerra; se la guerra fosse stata breve - come tutti, allora, penavano, anche nel campo avverso - nulla lascia credere che il suo smembramento fosse inevitabile. Chi aveva pronosticato la rapida dissoluzione del suo esercito, specie dopo le prime sconfitte (in Galizia e in Serbia), a causa dell'infedeltà dell'elemento slavo, rimase totalmente deluso. L'esercito resse, compatto e disciplinato, sino alla fine: e perfino nell'ultima battaglia, quella di Vittorio Veneto, continuò a fare il proprio dovere, a protezione di un Impero che, alle sue spalle, già non esisteva più. Fu la ritirata, peraltro ordinata, di due divisioni ungheresi, decise a rientrare in patria per difendere i confini della Transleithania, che aprì la breccia fatale sul fronte italiano e determinò il crollo finale, consentendo la cattura di interi corpi d'armata nello spazio di pochissimi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, fino a quel momento, l'esercito austro-ungherese aveva retto alla prova perfino meglio di quello germanico. Anche se episodi come la defezione del 28° reggimento di fanteria di Praga, sul fronte russo, gettarono un'ombra che colpì tutto l'esercito imperial-regio, la verità è che, nella guerra 1914-1918, le diserzioni furono percentualmente inferiori a quelle del tanto decantato esercito tedesco. È vero che si trattava, in questo caso, quasi sempre di soldati di origine alsaziana o polacca; però è significativo che le dieci diverse etnie che formavano l'armata dell'Impero asburgico sostennero la prova della guerra di trincea con maggiore saldezza del tanto più potente alleato germanico, che per esse nutriva un malcelato disprezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un discorso analogo si può fare per le popolazioni civili. Benché colpite, come si è detto, dai durissimi contraccolpi della guerra, nell'insieme esse rimasero fedeli alla monarchia attraverso sacrifici che avrebbero messo in crisi anche la nazione più compatta. Allo scoppio della guerra, solo un pugno di agitatori politici cechi e croati pensava seriamente a un distacco dei rispettivi popoli dalla Duplice monarchia, e quasi nessuno si poneva quale obiettivo Austria delenda. Uomini come il professor Thomas Masaryk non avevano quasi alcun seguito, tanto è vero che cercarono di mobilitare per la causa dell'indipendenza i loro connazionali che vivevano all'estero, specie negli Stati Uniti; e, soprattutto, di accaparrarsi l'amicizia dei maggiori consiglieri dei capi di governo alleati: Clemenceau, Wilson, Orlando e, soprattutto, Woodrow Wilson. Cosa che riuscì loro a meraviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i partiti politici dell'Austria-Ungheria e la stragrande maggioranza dei diversi popoli non condividevano tali sentimenti. I Masaryk, i Benes, i Trumbic e i Supilo non avevano quasi alcun seguito tra i loro connazionali, tranne quelli che vivevano all'estero e, più tardi, tra i prigionieri di guerra catturati sul fronte russo, specialmente dopo il grande sfondamento operato in Galizia dall'offensiva Brusilov del 1916 (cfr. Francesco Lamendola, La battaglia di Łuck, giugno-ottobre 1916, sul sito di Arianna Editrice).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu solo dopo il fallimento dell'ultima offensiva sul Grappa e lungo il Piave, nel giugno del 1918 (la cosiddetta battaglia del solstizio), che lo scoramento prese il sopravvento e spinse aliquote consistenti delle popolazioni non egemoni (essenzialmente, quelle slave) a far propri i famosi "14 punti" del presidente Wilson e a decretare, con ciò, l'inevitabile distruzione di quello Stato millenario., nonostante i disperati sforzi di riforma federalista del giovane imperatore Carlo, salito al trono alla fine del 1916, e già autore di alcuni sfortunati tentativi di concludere una pace separata di compromesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla, tuttavia, consente di affermare che quella conclusione fosse inevitabile. Di fatto, in piena epoca dei nazionalismi esasperati e nel fuoco di un conflitto gigantesco, nato appunto dall'urto fra i diversi nazionalismi, si vide che uno Stato plurinazionale, che poggiava su un principio totalmente diverso da quello nazionale, ossia il principio dinastico, era stato in grado di affrontare e sostenere la lotta con la stessa saldezza e capacità di resistenza mostrate da antichi Stati-nazione, come la Francia o la Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E passiamo al tema della guerra sottomarina tedesca, che tanta esca fornì alla propaganda alleata nel dipingere i Tedeschi come barbari e spregiatori delle più elementari norme del diritto di guerra e, agli Stati Uniti, di dichiarare la guerra in veste di parte lesa, dopo l’affondamento del transatlantico Lusitania (come faranno, del resto, anche nel 1941,  dopo l’attacco aeronavale giapponese di Pearl Hoarbour); e ciò nonostante il fatto che il Lusitania, trasportando materiale da guerra, appartenesse tecnicamente alla categoria degli “incrociatori ausiliari” e nonostante il fatto che l’ambasciatore tedesco a New York, nei giorni precedenti la partenza della nave, avesse fatto del suo meglio per scoraggiare i cittadini americani dall'imbarcarvisi, ricordando il rischio tremendo cui si sarebbero esposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno può negare che la guerra sottomarina sia stata una delle atroci novità della prima guerra mondiale, la quale, accanto all’uso delle armi chimiche (collaudato a  Ypres, in Belgio, nel 1915) e ai bombardamenti aerei delle città (come quelli dei dirigibili Zeppelin sui cieli di Londra; ma, per il 1919, Churchill aveva già pronto un piano di bombardamento sistematico delle città tedesche, piano poi ripreso e attuato, con la massima crudeltà, nella seconda guerra mondiale), segnò un salto qualitativo nell’orrore della guerra tecnologica e di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso, però, non è storicamente corretto passare sotto silenzio, o minimizzare, la circostanza che la decisione dell’Alto Comando tedesco di procedere alla guerra sottomarina illimitata contro tutte le navi, anche neutrali, dirette verso i porti dell’Intesa, altro non era che la risposta a una decisione, ancor più spietata - perché coinvolgeva non singoli individui, come i marinai o i passeggeri delle navi alleate, ma l’intera popolazione dell’Europa centrale - presa dai vertici politico-militari della Gran Bretagna: quella di istituire il blocco totale del commercio marittimo da e per la Germania e l’Austria-Ungheria. Ciò significava, come abbiamo visto, condannare alla fame e, teoricamente, alla distruzione centinaia di milioni di esseri  umani, donne e bambini compresi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come poté maturare una decisione di tale gravità, da parte dei dirigenti britannici che, il 4 agosto 1914, avevano dichiarato guerra al Reich in difesa della neutralità violata del poor little Belgium e, più in generale, per la libertà e i diritti dei popoli, minacciati dal militarismo e dall'assolutismo di Guglielmo II? E come poté la democratica Terza Repubblica francese; come poterono, soprattutto, gli Stati Uniti del democratico presidente Wilson, associarsi a una simile strategia, laddove uno dei principali fra i “14 punti” era precisamente quello che sanciva la libertà di navigazione e di commercio sui mari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, come hanno osservato diversi storici, tra il 1914 e il 1918 vi fu una evoluzione delle ragioni politiche della guerra, in quanto tutti gli Stati belligeranti passarono dalla prospettiva di una guerra tradizionale, ossia mirante a raggiungere posizioni di vantaggio rispetto all’avversario (come la Germania rispetto all’Austria, nel 1866, o rispetto alla Francia, nel 1871), a una guerra totale, mirante cioè alla distruzione del nemico mediante una pace “cartaginese”, che lo eliminasse come potenziale concorrente per decenni o, magari, per secoli. Ciò fu reso inevitabile dalla mobilitazione di eserciti formati da milioni di riservisti e dagli enormi sacrifici imposti alle popolazioni da una guerra usurante e molto più lunga del previsto, perché sia l’una che l’altra cosa esigevano risarcimenti adeguati a ciò che si era sofferto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo incrudelire della guerra e del suo concetto; in questo prevalere delle logiche militari, puramente distruttive, rispetto a quelle politiche, tendenti al ripristino di normali condizioni di esistenza anche per l’avversario sconfitto, sta la prima radice dell’imbarbarimento, di cui il blocco marittimo totale degli Imperi Centrali fu una manifestazione, e la guerra sottomarina indiscriminata una inevitabile ritorsione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra, nel 1914, era stata accolta quasi ovunque - a Parigi come a Berlino, a Vienna come a Pietroburgo - da entusiastiche manifestazioni belliciste, perché, nell’immaginario collettivo,  perdurava il mito della guerra romantica, con le sciabole sguainate e le bandiere al vento. Nessuno prevedeva che essa sarebbe durata quasi quattro anni e mezzo; che sarebbe divenuta guerra di posizione e di usura; che avrebbe assunto caratteri “industriali”, ove gli uomini, al pari dei materiali, sarebbero stati gettati nella fornace come semplice “carne da cannone”; che lealtà ed eroismo sarebbero divenute parole prive di senso, in un contesto ove il binomio filo spinato-mitragliatrice consentiva di uccidere decine di migliaia di esseri umani al giorno, in certi casi senza che i due avversari venissero neppure a contatto fisico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-430530439506732580?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/430530439506732580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=430530439506732580' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/430530439506732580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/430530439506732580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2009/03/nozioni-stoaia-i-gm.html' title='Nozioni Storia I GM'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-61388510362246519</id><published>2009-02-19T01:29:00.001-08:00</published><updated>2009-02-19T01:32:25.052-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia Trieste'/><title type='text'>Preoccupante segnalazione</title><content type='html'>da Il Piccolo del 21 nov 2006 :&lt;br /&gt;pag 30&lt;br /&gt;Rubrica "Segnalazioni"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Burlo, Trieste dienterà un Borgo"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 13.11 sulle Segnalazioni è stata pubblicata una interessante lettera a firma della signora C.P. Mi hamolto colpito la parte finale di questa lettera, nella quale la signora con molta sicurezza econoscenza dei fatti riportava quanto dichiarato da un politico friulano negli anni '80 : "Abbiamo l'ordine da Roma di far diventare Trieste un borgo di pescatori".&lt;br /&gt;Se la signoraha fatto un errore o ha equivocato il tutto, sono certo che lo ha fatto in buona fede e l'incidente si può tranquillamente chiudere qui, ma se quanto scritto corrisponde a verità, siamo di fronte a un fatto di estrema gravità che, anche a distanza di anni, andrebbe indagato e approfondito. In altre città dopo un simile fatto sarebbe caduta la giunta regionale. Se a subire tale torto fosse stata Udine, come minimo sarebbe caduto il governo romano.&lt;br /&gt;Ma visto che chi ci rimetteva era Trieste.. tutto va bene madama la marchesa. Io invece vorrei sapere chi era quell'assessore regionale che ha fatto tale dichiarazione, in quale circostanza, in che veste, se in modo ironico o serio, chi era il presidente del consiglio, chi era colui che ha impartito tale ordiine, ma soprattutto vorrei sapere se tale ordine è tutt'ora valido.&lt;br /&gt;Dalle cose che leggiamo sui giornali tuttii giorni si direbbe proprio di si. &lt;br /&gt;I triestini però devono essere informati seriamente e iin maniera ufficiale e se esiste ancora un complotto a danno della città deve essere fatta piena luce.&lt;br /&gt;Chiedo che Il Piccolo si attivi in questo e informi i cittadini di quello che sta realmente succedendo, anche se la verità può essere scomoda ai molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F.M.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( i nomi da tsm, sono volutamente indicati dalle sole iniziali)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-61388510362246519?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/61388510362246519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=61388510362246519' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/61388510362246519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/61388510362246519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2009/02/preoccupante-segnalazione.html' title='Preoccupante segnalazione'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-5640057280636161776</id><published>2009-01-05T05:43:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T05:47:18.118-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia Trieste'/><title type='text'>L'eco del Litorale, edizione di Vienna  A XLIV n. 1 mart 8.6.1918</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_3U7SFp7cAbM/SWIO6ces02I/AAAAAAAAAYI/XxxMXNqI23c/s1600-h/scansione0001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3U7SFp7cAbM/SWIO6ces02I/AAAAAAAAAYI/XxxMXNqI23c/s400/scansione0001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287805309726544738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Messaggio dell' Imperatore Francesco Giuseppe I, e commento della redazione alla dichiarazione di Guerra all' Austria, con la quale l'Italia infrange unilateralmente  la Triplice Alleanza. I testi sono integralmente riportati nei post sottostanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si ringrazia l'associazione Mitteleuropa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-5640057280636161776?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/5640057280636161776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=5640057280636161776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5640057280636161776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5640057280636161776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2009/01/leco-del-litorale-edizione-di-vienna.html' title='L&apos;eco del Litorale, edizione di Vienna  A XLIV n. 1 mart 8.6.1918'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_3U7SFp7cAbM/SWIO6ces02I/AAAAAAAAAYI/XxxMXNqI23c/s72-c/scansione0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-5893736006418914423</id><published>2008-12-31T03:26:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T03:32:07.033-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste Asburgica'/><title type='text'>Messaggio di Sua Altezza l'Imperatore Francesco Giuseppe I in merito alla dichiarazione di Guerra da parte dell' Italia</title><content type='html'>L’Eco del Litorale&lt;br /&gt;Edizione di Vienna&lt;br /&gt;Martedì 8 giugno 1915&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è scoppiata ala guerra coll’Italia&lt;br /&gt;Il Manifesto imperiale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai miei Popoli !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Re d’Italia mi ha dichiarato la guerra.&lt;br /&gt;Una fellonia, di cui la storia non conosce l’eguale, venne perpetrata dal Regno d’Italia verso i suoi due alleati.&lt;br /&gt;Dopo una alleanza di più di trenta anni, durante la quale essa potè aumentare il proprio possesso territoriale e assorgere a insperata prosperità, l’Italia Ci abbandonò nell’ora del pericolo e passò a bandiere spiegate al campo dei Nostri nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non minacciammo l’Italia, non diminuimmo il di Lei prestigio, non toccammo il suo onore né i suoi interessi. Noi adempimmo sempre fedelmente ai Nostri doveri d’alleati e le fummo di scudo, quando essa entrò in campo.&lt;br /&gt;Facemmo di più : Quando l’Italia rivolse i suoi cupidi sguardi oltre i Nostri confini, eravamo decisi, nell’intento di conservare l’alleanza e la pace, a gravi e dolorosi sacrifici, sacrifici questi che particolarmente affliggevano il Nostro cuore paterno.&lt;br /&gt;Ma la cupidigia dell’Italia, la quale credeva di dovere sfruttare il momento, era insaziabile.&lt;br /&gt;E cos’ì la sorte deve coprirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro il possente nemico al Nord, la Mia armata fece vittoriosa difesa di una gigantesca lotta di dieci mesi, stretta in fedele fratellanza d’armi con gli eserciti del Mio augusto alleato.&lt;br /&gt;Il nostro perfido nemico al Sud non è per essa un nuovo avversario.&lt;br /&gt;Le grandi memorie di Novara, Mortasa, Cuslozza e Lissa, che formano l’orgoglio della Mia gioventù, e lo spirito di Radezky, dell’Arciduca Alberto e di Tegelihoff, il quale continua a vivere nella Mia armata di terra e di mare, Mi danno sicuro affidamento che difenderemo vittoriosamente canche i confini meridionali della Monarchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io saluto le Mie truppe, ferme nella lotta, abituate alla vittoria : confido in loro e nei loro duci. Confido nei Miei popoli al cui spirito di sacrificio senza pari vanno i Miei più sentiti paterni ringraziamenti.&lt;br /&gt;All’ Altissimo rivolgo la preghiera che Egli benedica le Nostre bandiere e prenda la Nostra giusta causa sotto la sua clemente custodia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vienna,  23 maggio 1915&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Giuseppe  m.p.    ( Francesco Giuseppe I 1848 &gt; 1916 )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Lui successero : &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo I imperatore d'Austria ( regno : 1916 - 1918 ) &lt;br /&gt;re Carlo IV d'Ungheria - a volte indicato come "Carlo". Morì in esilio nel 1922. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attuali eredi di Casa Asburgo : &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Otto d'Asburgo-Lorena ( 1912)&lt;br /&gt;ultimo erede al trono d'Austria dal 1916 al 1918, &lt;br /&gt;divenne Capo della Casa d'Asburgo-Lorena nel 1922 alla morte del padre Carlo I, Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Carlo d'Asburgo-Lorena (1961) Capo della Casa d'Asburgo dal luglio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-5893736006418914423?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/5893736006418914423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=5893736006418914423' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5893736006418914423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5893736006418914423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/12/messaggio-di-sua-altezza-limperatore.html' title='Messaggio di Sua Altezza l&apos;Imperatore Francesco Giuseppe I in merito alla dichiarazione di Guerra da parte dell&apos; Italia'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-237526562633122317</id><published>2008-12-31T03:25:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T03:26:05.077-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste Asburgica'/><title type='text'>Dichiarazione di Guerra dell' Italia</title><content type='html'>L’Eco del Litorale&lt;br /&gt;Edizione di Vienna&lt;br /&gt;Martedì 8 giugno 1915&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria&lt;br /&gt;Traduzione dal testo francese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.&lt;br /&gt;Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nota dell’Italia del 4 maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :&lt;br /&gt;“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”&lt;br /&gt;fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)&lt;br /&gt;“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.&lt;br /&gt;“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.&lt;br /&gt;“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”&lt;br /&gt;“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.&lt;br /&gt;“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-237526562633122317?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/237526562633122317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=237526562633122317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/237526562633122317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/237526562633122317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/12/dichiarazione-di-guerra-dell-italia.html' title='Dichiarazione di Guerra dell&apos; Italia'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-7610200599964574486</id><published>2008-12-31T03:23:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T03:25:16.224-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste Asburgica'/><title type='text'>Analisi dichiarazione di guerra</title><content type='html'>L’Eco del Litorale&lt;br /&gt;Edizione di Vienna&lt;br /&gt;Martedì 8 giugno 1915&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria&lt;br /&gt;Traduzione dal testo francese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.&lt;br /&gt;Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nota dell’Italia del 4 maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :&lt;br /&gt;“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”&lt;br /&gt;fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)&lt;br /&gt;“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.&lt;br /&gt;“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.&lt;br /&gt;“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”&lt;br /&gt;“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.&lt;br /&gt;“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-7610200599964574486?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/7610200599964574486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=7610200599964574486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/7610200599964574486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/7610200599964574486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/12/analisi-dichiarazione-di-guerra.html' title='Analisi dichiarazione di guerra'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-3095700559221710210</id><published>2008-10-13T07:53:00.001-07:00</published><updated>2008-10-13T07:54:00.057-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste : letteratura'/><title type='text'>Trieste : scrittori</title><content type='html'>LETTERATURA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carolus Cergoly&lt;br /&gt;Bruno Vasari &lt;br /&gt;Ettore Schmidt &gt; Italo Svevo&lt;br /&gt;Claudio Magris&lt;br /&gt;Carpinteri &amp; Faraguna &lt;br /&gt;Elody Oblath&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fulvio Tomizza&lt;br /&gt;Giani Stuparich&lt;br /&gt;Igor *kamperle&lt;br /&gt;James Joyce &lt;br /&gt;Jan Morris &lt;br /&gt;Jules Verne &lt;br /&gt;Marcello Labor&lt;br /&gt;Pier Antonio Quarantotti Gambini&lt;br /&gt;Renzo Rosso&lt;br /&gt;Scipio Slataper &lt;br /&gt;Stelio Mattioni &lt;br /&gt;Umberto Saba&lt;br /&gt;Veit Heinichen&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-3095700559221710210?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/3095700559221710210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=3095700559221710210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/3095700559221710210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/3095700559221710210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/10/trieste-scrittori.html' title='Trieste : scrittori'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-4373804463835539691</id><published>2008-10-13T07:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-13T07:53:23.938-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste : luoghi d&apos;interesse'/><title type='text'>Trieste : luoghi d'interesse</title><content type='html'>Luoghi d'interesse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palazzi &lt;br /&gt;Palazzo delle Poste 1894 &lt;br /&gt;Palazzo Leo 1745&lt;br /&gt; Palazzo del Municipio 1775&lt;br /&gt;Ospedale militare 1863&lt;br /&gt; Palazzo Modello 1870 &lt;br /&gt; Palazzo Carciotti 1798 &lt;br /&gt;Palazzo Marenzi 1650&lt;br /&gt;Palazzo Vivante&lt;br /&gt; Palazzo del Tergesteo 1840&lt;br /&gt;Palazzo del Lloyd triestino_di_navigazione 1883 &lt;br /&gt;Palazzo del Governo Austriaco ( ora Prefettura ) 1904&lt;br /&gt; Stazione Marittima &lt;/w/index.php?title=Stazione_Marittima 1930&lt;br /&gt;Arsenale del Lloyd _triestino_di_navigazione 1853 &lt;br /&gt;Palazzo Aedes&lt;br /&gt;Palazzo Zois&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castelli&lt;br /&gt;Castello Di Miramare 1860&lt;br /&gt;Castello di Miramare 1368&lt;br /&gt;Castello di Prosecco&lt;br /&gt;Tor Bandena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siti Archeologici&lt;br /&gt;Basilica Forense (II secolo d.C.) &lt;br /&gt;Castelliere - Cattinara Acquedotto romano - Val Rosandra &lt;br /&gt;Foro romano - S.Giusto&lt;br /&gt; Teatro romano_di_Trieste&gt; I sec a.C.&lt;br /&gt; Torre difensiva mura romane adiacenze scalinata S.M. Maggiore&lt;br /&gt; Resti abitazioni romane comprensorio cittavecchia&lt;br /&gt; Porta Romana delle mura detta "Arco di Riccardo"33 a.C.&lt;br /&gt; Antiquarium di via di Donota&lt;br /&gt;Antiquarium di Borgo San Sergio Basilica Paleocristiana &lt;br /&gt; Tor Cucherna (adiacenze colle s. Giusto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Musei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Civico "Museo Revoltella - Galleria d'arte moderna",  "Civici musei di&lt;br /&gt;storia ed arte", una rete ("museo multiplo") di Civico Museo di storia&lt;br /&gt;ed arte e orto lapidario", &lt;br /&gt;Civico Museo del Castello e Armeria", &lt;br /&gt;Civico Lapidario tergestino, &lt;br /&gt;Civico Museo d'arte orientale, &lt;br /&gt;Civico Museo teatrale , &lt;br /&gt;Civico Museo di guerra per la pace "Diego de Henriquez" &lt;br /&gt;Civico Museo di storia patria &lt;br /&gt;Civico Museo Morpurgo&lt;br /&gt;Civico Museo Sartorio &lt;br /&gt;Civico Museo del Risorgimento e Sacrario Oberdan &lt;br /&gt;Civico Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa (in collaborazione con le Poste&lt;br /&gt;italiane) &lt;br /&gt;Civico Museo civico di storia naturale &lt;br /&gt;Acquario marino,&lt;br /&gt;Civico Museo del mare &lt;br /&gt;Orto botanico. &lt;br /&gt;Civico Museo Sveviano &lt;br /&gt;Civico Museo petrarchesco piccolomineo &lt;br /&gt;Civico Museo Joyce Museum,&lt;br /&gt;Biblioteca civica "Attilio Hortis"" &lt;br /&gt;Biblioteca comunale del popolo "Pier Antonio Quarantotti Gambini", &lt;br /&gt;Archivio diplomatico &lt;br /&gt;Archivio storico.&lt;br /&gt;Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Museo della Bora &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galleria Nazionale d'Arte Antica &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Museo Nazionale dell'Antartide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Museo ferroviario &lt;br /&gt;Museo speleologico&lt;br /&gt;Science Centre Immaginario Scientifico&lt;br /&gt;Antiquarium ( Borgo San Sergio )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-4373804463835539691?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/4373804463835539691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=4373804463835539691' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/4373804463835539691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/4373804463835539691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/10/trieste-luoghi-dinteresse.html' title='Trieste : luoghi d&apos;interesse'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-8250201074783390848</id><published>2008-10-13T07:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-31T03:42:39.479-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia Trieste'/><title type='text'>Storia della Città di Trieste</title><content type='html'>La città è situata nell'estremo nord-est italiano, vicino al confine con la Slovenia,&lt;br /&gt;nella parte settentrionale del Mar Adriatico   affacciandosi sul Golfo di Trieste.&lt;br /&gt;Nonostante la vicinanza al mare, il territorio cittadino presenta una morfologia&lt;br /&gt;collinare che diventa montagnosa anche in zone dell'abitato. Al di sotto di molte&lt;br /&gt;strade  cittadine scorrono corsi d'acqua che provengono dall'altopiano. Liberi un&lt;br /&gt;tempo di scorrere all'aperto, da quando la città si è sviluppata, a partire dalla&lt;br /&gt;seconda metà del XVIII secolo, vennero imtombati in appositi canali.&lt;br /&gt;A sud della città scorre il Rio Ospo  che segna il confine geografico dell'Istria&lt;br /&gt;settentrionale e dei Comuni di San Dorligo della Valle e Muggia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dalla Pre-Historia alla fedeltà agli Asburgo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin dal II millennio a.C.  il territorio della provincia di Trieste fu sede di&lt;br /&gt;importanti insediamenti protostorici, i castellieri villaggi arroccati sulle alture e&lt;br /&gt;protetti da fortificazioni in pietra, i cui abitanti appartenevano a popolazioni di&lt;br /&gt;probabile origine illirica  e di stirpe araiana ( indoeuropea).&lt;br /&gt; Fra il X_sec a.C. e il IX sec a.C. la popolazione autoctona entrò in contatto con&lt;br /&gt;un'altra etnia indoeuropea, i Veneti o  Heneti o Eneti), con cui avvenne un notevole&lt;br /&gt;scambio culturale.&lt;br /&gt;Il nome Tergeste è di origine preromana, con base preindoeuropea: terg = mercato, ed&lt;br /&gt;il suffisso *este tipico dei toponimi veneti. Con le conquiste militari dell'Illiria&lt;br /&gt;da parte dei Romani, i cui episodi più salienti furono la guerra contro la pirateria&lt;br /&gt;degli Istri del 221 a.C.  la guerra istrica del 178 a.C. ebbe inizio un processo di&lt;br /&gt;romanizzazione ed assimilazione delle popolazioni esistenti, che sfociò in seguito&lt;br /&gt;del riconoscimento della colonia tergestina.&lt;br /&gt; La città romana di Tergeste ,Regio X Venetia et Histria è datata alla metà del I&lt;br /&gt;secolo a.C. in epoca cesariana, sulle pendici del colle di San Giusto e fu citata già&lt;br /&gt;da Strabone il geografo attivo in età augustea , che la definì come frourion&lt;br /&gt;(castello di confine) con funzioni di difesa e di snodo commerciale.&lt;br /&gt;Tergeste si sviluppò e prosperò in epoca imperiale, imponendosi come uno dei porti&lt;br /&gt;più importanti dell'alto Adriatico sulla via Popilia-Annia. Il nucleo abitativo nel&lt;br /&gt;33 a.C.  venne cinto da alte mura ( di cui è ancora visibile la porta meridionale, il&lt;br /&gt;cosiddetto Arco di Riccardo, nell' omonima piazzetta), dall'imperatore Ottaviano&lt;br /&gt;Augusto (murum turresque fecit) e venne arricchito da importanti costruzioni quali il&lt;br /&gt;Foro ed il Teatro ( nell' omonima via, che stava per essere disctrutto in epoca&lt;br /&gt;fascista, durante scavi).&lt;br /&gt;Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente la città passò sotto il controllo di&lt;br /&gt;dell' mpero Romano d'Oriente, fino al 788 d.c.quando venne occupata dai franchi.&lt;br /&gt;Nel XII secolo  divenne un comune libero e dopo secoli di battaglie contro la rivale&lt;br /&gt;Venezia , Trieste si pose sotto la protezione, nel 1382, del duca Leopoldo I&lt;br /&gt;d'Austria  conservando però una certa autonomia fino al 1918 &lt;br /&gt;Nel 1719 la Città di Trieste divenne porto franco  ed in quanto unico sbocco sul mare&lt;br /&gt;Adriatico dell' Impero ( da Grado al Rio Ospo ( l'altro sbocco al mare era sul Mar&lt;br /&gt;Nero ) Trieste fu oggetto di investimenti e si sviluppò diventando, nel 1867&lt;br /&gt;capoluogo &lt;/wiki/Capoluogo&gt; della regione dell' Adriatische Küstenland(  &lt;br /&gt;"Litorale Adriatico "). &lt;br /&gt;Nonostante il suo stato privilegiato di unico porto commerciale della Cisleitana  e&lt;br /&gt;primo porto dell'Austria-Ungheria, Trieste mantenne sempre in primo piano, nei&lt;br /&gt;secoli, i legami culturali con l'Italia : infatti, anche se la lingua ufficiale della&lt;br /&gt;burocrazia era il tedesco, l'italiano restò la lingua del commercio e della cultura.&lt;br /&gt;Nel XVIII secolo il  triestino (dialetto con influenza di  tipo veneto) sostituì il&lt;br /&gt;tergestino , l'antico dialetto locale di ceppo  teutonico. &lt;br /&gt;Il triestino continua ad essere tuttora l'idioma più usato in ambito familiare e in&lt;br /&gt;molti contesti sociali di natura informale e talvolta anche formale, affiancandosi,&lt;br /&gt;in una situazione di diglossia, all'italiano, lingua dell'insegnamento,&lt;br /&gt;amministrativa e principale veicolo di comunicazione nei rapporti di carattere&lt;br /&gt;pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad alimentare l'irredentismo triestino erano soprattutto le classi borghesi, e la comunità di fede ebraica, comunque in ascesa, le cui possibilità ed aspirazioni politiche non trovavano pieno soddisfacimento all'interno dell'Impero Austro-Ungarico. Quest'ultimo veniva visto da molti come un naturale protettore del gruppo etnico slavo presente sia in città che in quelle zone multietniche che costituivano il suo immediato retroterra che iniziò a essere definito da quei anni con il termine di Venezia Giulia.&lt;br /&gt;La convivenza felice fra i vari gruppi etnico/culturali che aveva da secoli&lt;br /&gt;contraddistinto la realtà umana di Trieste e di Gorizia subì pertanto un generale e&lt;br /&gt;voluto deterioramento negli anni che precedettero la prima guerra mondiale.&lt;br /&gt;infatti, anche se la lingua ufficiale della burocrazia era il tedesco, l'italiano era&lt;br /&gt;la lingua del commercio e della cultura. Diffusissimo nella popolazione il triestino&lt;br /&gt;(dialetto di tipo veneto con forti inflessioni derivanti dal tedesco di cui conserva&lt;br /&gt;ancora la sintassi ), parlato anche da scrittori e filosofi. Il triestino continua ad&lt;br /&gt;essere tuttora l'idioma più usato in ambito familiare e in molti contesti sociali di&lt;br /&gt;natura informale, affiancandosi, in una situazione di perfetto bilinguismo, all'italiano, lingua dell'insegnamento, amministrativa e principale veicolo di comunicazione neirapporti di carattere pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1918  l' esercito italiano entrò a Trieste. La sicura imminente annessione della&lt;br /&gt;città all'Italia, fu però accompagnata da un inasprimento dei rapporti tra il gruppo&lt;br /&gt;etnico italiano con quello tedesco e sloveno, traducendosi talvolta anche in scontri&lt;br /&gt;armati. A tale proposito furono emblematici, il giorno 13 aprile  1920 i disordini&lt;br /&gt;scoppiati a Trieste in seguito di un attentato contro l'esercito italiano di stanza a&lt;br /&gt;Spalato, che aveva causato due vittime fra i militari. Durante i disordini,&lt;br /&gt;contraddistinti da un marcato carattere anti-slavo, un gruppo di squadristi &lt;br /&gt;triestini presidiò il Narodni dom  (Casa Nazionale), centro culturale degli sloveni&lt;br /&gt;locali, che fu dato alle fiamme, per errore da individui che vi si erano chiusi&lt;br /&gt;dentro intenti a bruciare documenti che non si voleva cadessero in mano italiane. Nel&lt;br /&gt;periodo di cambio di sovranità ( 1918 - 1920 ), il servizio di pattuglia era misto :&lt;br /&gt;militari italiani con militari austriaci.&lt;br /&gt;Con la firma del Trattato di Rapallo del 1920 , Trieste passò definitamente&lt;br /&gt;all'Italia, inglobando, nel proprio territorio provinciale, zone dell'ex Contea di&lt;br /&gt;Gorizia , Gradisca , dell'Istria e della Carniola.&lt;br /&gt;Il periodo tra le due guerre mondiali fu segnato da numerose difficoltà per Trieste.&lt;br /&gt;L'economia della città fu colpita infatti dalla perdita del suo millenario&lt;br /&gt;entroterra, il collegamentodiretto alla Capitale Imperiale e relativo introito&lt;br /&gt;economico; ne soffrì soprattutto l'attività portuale, ma anche il settore&lt;br /&gt;finanziario. La Borsa di Trieste venne immediatamente chiusa. Trieste perse inoltre&lt;br /&gt;la sua tradizionale autonomia comunale. &lt;br /&gt;Cambiò anche la sua configurazione linguistica e culturale; quasi la totalità della&lt;br /&gt;comunità germanofona lasciò infatti la città dopo l'annessione all'Italia ; poi con&lt;br /&gt;l'avvento del fascismo moltissimi sloveni emigrarono nel vicino Regno di Iugoslavia&lt;br /&gt;, mentre l'uso pubblico della lingua slovena venne proibito. L'ormai divenuta&lt;br /&gt;minoranza germanoifona fu obbligata assieme a gli sloveni, all'italianizzazione del&lt;br /&gt;cognome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante i problemi economici e il teso clima politico, la popolazione della città&lt;br /&gt;crebbe negli anni venti del Novecento, grazie soprattutto all'immigrazione forzata da&lt;br /&gt;altre zone dell'Italia, soprattutto dal meridione. La prima metà degli anni trenta&lt;br /&gt;furono invece anni di ristagno demografico, con una leggera flessione della&lt;br /&gt;popolazione dell'ordine di circa l'1% su base quinquennale ( 1936  duemila abitanti&lt;br /&gt;in meno che nel 1931 ). Nello stesso periodo, e successivamente, fino allo scoppio&lt;br /&gt;della seconda guerra mondiale, furono portate avanti alcune importanti opere&lt;br /&gt;urbanistiche; tra gli edifici importanti vanno ricordati il palazzo dell'Università,&lt;br /&gt;il Faro della vittoria, la questura e il complesso edilizio d'inizio di C.so Italia.&lt;br /&gt;A Trieste avvenne la promulgazione e immediata introduzione delle leggi razziali&lt;br /&gt;fasciste del 1938  in occasione si una visita di Mussolini, il cui palco fu allestito&lt;br /&gt;in piazza Grande dinanzi al palazzo Comunale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'occupazione nazista : la riannessione del territorio : Trieste ritorna Capitale&lt;br /&gt;dell' Adriatiches Kusteland&lt;br /&gt;Nel periodo che va dall'armistizio 8 settembre 1943  all'immediato dopoguerra,&lt;br /&gt;Trieste fu al centro di una serie di vicende che hanno segnato profondamente la&lt;br /&gt;storia del capoluogo giuliano e della regione circostante e suscitano tuttora accesi&lt;br /&gt;dibattiti. Nel settembre del 1943  Il III Reich  occupa la Città che venne a&lt;br /&gt;costituire, insieme a tutta la Venezia Giulia  e la provincia di Gorizia e Carnia una&lt;br /&gt;zona di operazioni di guerra, l'OZAK Operationszone Adriatisches Küstenland, alle&lt;br /&gt;dirette dipendenze del Gauleiter di Carinzia  Friedrich Rainer.&lt;br /&gt;Nello stesso periodo in città avvenne la ricostituzione di una sede del PFR diretta&lt;br /&gt;dal federale Bruno Sambo, la presenza di un'esigua forza di militari italiani al&lt;br /&gt;comando del generale della Guardia Nazionale Repubblicana gen. Giovanni Esposito e&lt;br /&gt;l'insediamento di un reparto della Guardia di Finanza.&lt;br /&gt;il gen. Rainer riservò però la nomina del podestà nella persona di Cesare Pagnini, e&lt;br /&gt;del prefetto della provincia di Trieste  Bruno Coceani , entrambi ben accetti ai&lt;br /&gt;fascisti locali, alle autorità della Rep. Sociale  e allo stesso Benito Mussolini,&lt;br /&gt;che conosceva personalmente il Coceani.&lt;br /&gt; La Risiera di San Sabba  venne destinata a campo di prigionia e di smistamento,&lt;br /&gt;unico campo in Italia, ed è oggi un museo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fine della guerra e l'occupazione jugoslavo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'insurrezione dei partigiani italiani e jugoslavi a Trieste fu molto particolare. Il&lt;br /&gt;30 aprile 1945  il Comitato di Liberazione Nazionale, composto da tutte le forze&lt;br /&gt;politiche antifasciste ( democristiani,  socialisti ecc ) con l'eccezione dei&lt;br /&gt;comunisti, proclamò l'insurrezione generale; al tempo stesso le brigate dei&lt;br /&gt;partigiani comunisti jugoslavi con l'appoggio del PCI  attacarono dall'altipiano. &lt;br /&gt;Gli scontri si registrarono principalmente sull'altipiano carsico, Porto Vecchio,&lt;br /&gt;castello di San Giusto  e dentro il Palazzo di Giustizia, in città (dove pare si&lt;br /&gt;fossero riuniti alcuni soldati tedeschi. Tutto il resto della città fu liberato.&lt;br /&gt; Il comando tedesco si arrese solo il 2 maggio 1945 alle avanguardie neozelandesi,&lt;br /&gt;che precedettero di un giorno l'arrivo del generale Freyberg. Il 1° maggio 1945  i&lt;br /&gt;dirigenti delle brigate partigiane jugoslave di Tito giunsero a Trieste. &lt;br /&gt;Convocarono in tutta fretta un assemblea cittadina composta da cittadini jugoslavi e&lt;br /&gt;da due italiani compiacenti. Quest'assemblea proclamò la liberazione della città, in&lt;br /&gt;modo da potersi presentare agli americani come i liberatori. &lt;br /&gt;Così facendo costrinsero i partigiani del CLN a rientrare nella clandestinità.&lt;br /&gt;Gli jugoslavi issarono subito le bandiere jugoslave, simboli comunisti e il tricolore&lt;br /&gt;italiano con la stella rossa al centro. &lt;br /&gt;Le milizie jugoslave, giunte a Trieste a marce forzate per precedere gli anglo&lt;br /&gt;americani nella "liberazione" della Venezia Giulia, volutamente, non&lt;br /&gt;contenevano nessuna unità partigiana italiana inserita nell'Esercito jugoslavo&lt;br /&gt;mandate a operare altrove. La II divisione neozelandese, che fu la prima ad arrivare&lt;br /&gt;in città, prese atto che la "liberazione" fosse stata compiuta da parte dei&lt;br /&gt;titini, chiedendo e ottenendo in cambio la gestione diretta del porto e delle vie di&lt;br /&gt;comunicazione con l'Austria infatti, non essendo ancora a conoscenza del suicidio di&lt;br /&gt;Hitler, gli alleati stavano preparando il passo ad un invasione dell'Austria e quindi&lt;br /&gt;della Germania.&lt;br /&gt;L'esercito jugoslavo assunse i pieni poteri. Nominarono un Commissario Politico,&lt;br /&gt;Stoka, membro del partito comunista   Jugoslavo. Il 4 maggio 1945 vennero emanati&lt;br /&gt;dall'autorità jugoslava a Trieste, il Comando Città di Trieste gli ordini 1, 2, 3 e 4&lt;br /&gt;che proclamano lo stato di guerra :  impongono il coprifuoco (a combattimenti&lt;br /&gt;terminati) e uniformano il fuso orario triestino a quello jugoslavo[3]. Limitarono la&lt;br /&gt;circolazione dei veicoli. Prelevarono dalle case i cittadini italiani, in media un&lt;br /&gt;centinaio al giorno, non solo fascisti o collaborazionisti, ma anche molti&lt;br /&gt;Combattenti della Guerra di Liberazione. Agli occupatori interessava infatti&lt;br /&gt;dimostrare di essere stati i soli ad aver liberato il capoluogo giuliano.&lt;br /&gt;L'otto maggio proclamarono Trieste città autonoma in seno alla Settima Repubblica&lt;br /&gt;Federativa di Jugoslavia. Sugli edifici pubblici fecero sventolava la bandiera&lt;br /&gt;Jugoslava affiancata dal tricolore italiano con una stella rossa al centro. In città&lt;br /&gt;la popolazione viveva nel terrore. &lt;br /&gt;Presto si scoprì dove andavano a finire i prelevati: nelle foibe o nei campi di&lt;br /&gt;concentramento/sterminio, come quello di Borovnica; arresti indiscriminati,&lt;br /&gt;confische, requisizioni, ruberie, stupri ( Norma Cossetto ) e violenze d'ogni genere,&lt;br /&gt;terrorizzarono ed esasperarono i triestini che invano sollecitarono l'intervento del&lt;br /&gt;Comando Alleato.&lt;br /&gt; Il comando alleato e quello jugoslavo raggiunsero infine un accordo provvisorio&lt;br /&gt;sull'occupazione di Trieste. Il 9 giugno  1945  a Belgrado, Serbia , Titoverificato&lt;br /&gt;che Stalin  non era disposto a sostenerlo, concluse l'accordo con il generale&lt;br /&gt;Alexander che portò le truppe jugoslave a ritirarsi dietro la linea Morgan . Gli&lt;br /&gt;alleati assunsero finalmente  il controllo della città.&lt;br /&gt;Il Governo Militare Alleato e gli accordi con la Jugoslavia &lt;br /&gt;Le rivendicazioni jugoslave e italiane nonché l'importanza del porto di Trieste per&lt;br /&gt;gli Alleati furono la spinta nel 1947, sotto l'egida dell'ONU alla istituzione del&lt;br /&gt;"Territorio libero di Trieste "TLT, uno Stato cuscinetto, tra Italia e&lt;br /&gt;Iugoslavia. Per l'impossibilità di nominare un Governatore scelto in accordo tra&lt;br /&gt;angloamericani e sovietici, il TLT rimase diviso in due zone d'occupazione militare:&lt;br /&gt;la Zona A amministrata dagli Alleati e la Zona B amministrata dagli jugoslavi. Questa&lt;br /&gt;situazione continuò fino al 1954  quando il problema venne risolto semplicemente&lt;br /&gt;spartendo il territorio libero di Trieste secondo le due zone già assegnate: anzi,&lt;br /&gt;furono incorporate alla Jugoslavia alcuni villaggi, Albaro Vescovà, San Servolo,&lt;br /&gt;Crevatini, Plavia e Valle Oltra del comune di Muggia , arrivando fino ai monti che&lt;br /&gt;sovrastano la periferia della città. Tale situazione provvisoria fu resa definitiva&lt;br /&gt;nel 1975, col Trattato di Osimo,( Ancona) intercorso tra Italia e la allora rep. fed.&lt;br /&gt;di Iugoslavia.&lt;br /&gt;Alcuni movimenti locali rimarcano tuttavia che gli articoli del Trattato di Pace -&lt;br /&gt;firmato e ratificato dall'Italia e dalle 21 nazioni ammesse alla Conferenza di Parigi&lt;br /&gt;del 1947  - che istituivano il TLT, non sono stati abrogati. &lt;br /&gt;Recentemente, rispondendo a una loro petizione, il Segretariato delle Nazioni Unite &lt;br /&gt;ha confermato per iscritto che tuttora qualsiasi Paese membro dell'ONU potrebbe&lt;br /&gt;richiedere la messa all'ordine del giorno della designazione del Governatore del&lt;br /&gt;Territorio Libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barriera Nuova, Barriera Vecchia, Borgo Giuseppino, Borgo Teresiano, Campi Elisi,&lt;br /&gt;Cavana, Chiadino, Chiarbola, Città Nuova, Città Vecchia, Cologna, Gretta , &lt;br /&gt;Guardiella, Melara, Miramare , Poggi Paese, Poggi Sant'Anna, Roiano, Rozzol, Santa&lt;br /&gt;Croce, Sant'Andrea, San Giacomo, San Giovanni, San Giusto, Santa Maria Maddalena&lt;br /&gt;Inferiore, Santa Maria Maddalena Superiore, San Vito, Scorcola, Valmaura &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frazioni :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banne,  Barcola , Basovizza, Borgo San Nazario, Borgo San Sergio, Cattinara ,&lt;br /&gt;Conconello, Contovello, Francovec, Grignano, Gropada , Longera, Opicina , Padriciano,&lt;br /&gt;Pischianzi, Prosecco, Raute, Servola , Trebiciano,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lingue parlate in città &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triestino&lt;br /&gt;Italiano&lt;br /&gt;Tedesco&lt;br /&gt;Sloveno&lt;br /&gt;Serbo&lt;br /&gt;Inglese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altre Lingue diffuse in Città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francese, Greco, Arabo, Croato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-8250201074783390848?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/8250201074783390848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=8250201074783390848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/8250201074783390848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/8250201074783390848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/10/storia-breve-della-citt-di-trieste.html' title='Storia della Città di Trieste'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-8485042824488243235</id><published>2008-07-01T13:49:00.001-07:00</published><updated>2008-07-01T13:49:43.060-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trieste Asburgica'/><title type='text'>Volo Carini</title><content type='html'>Re: Trieste e l'Austria : monumenti rimossi&lt;br /&gt;di Iera mejo co stavimo pezo il 19/04/2008, 9:23 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;su il mpicolo de ogi, ghe xè una segnalazion de un storico che riporta el "contro-volo" de detto "Carini" che dall' Istria, 'pena savù che el d'anunzio svolava verso Vienna, el xè svolà su Venezia e el gà molà su piaza san Marco un bel stival pèien de ciofeca.&lt;br /&gt;Pecà che ste robe no le insegna a scola..&lt;br /&gt;ennesima dimostrazion che non iera proprio cussì difuso el voler divenir italiani.. anzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-8485042824488243235?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/8485042824488243235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=8485042824488243235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/8485042824488243235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/8485042824488243235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/07/volo-carini.html' title='Volo Carini'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-4215757698388975033</id><published>2008-07-01T13:48:00.002-07:00</published><updated>2008-07-01T13:49:11.470-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='triestinità'/><title type='text'>fonti</title><content type='html'>Re: Trieste e l'Austria : monumenti rimossi&lt;br /&gt;di Ospite il 07/04/2008, 9:31 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Go letto i paragrafi sula Storia de la nostra Zità che xè su tsmagazine.net e go trovà che tra le fonti xè ipedia.&lt;br /&gt;ma savè che quela pseudo enciclopedia, laxè costantemente manipolada a piacimento de un o l'altro color, e l'unica roba comune xè che el periodo imperiale iera bruto ? che qua vivi solo gente che parla per zakai ?&lt;br /&gt;scolteme a mi, cmbiè fonte, no tute , almeno quela..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-4215757698388975033?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/4215757698388975033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=4215757698388975033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/4215757698388975033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/4215757698388975033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/07/fonti.html' title='fonti'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-3862876550234021982</id><published>2008-07-01T13:48:00.001-07:00</published><updated>2008-07-01T13:48:39.280-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='caduta all&apos; Italia'/><title type='text'>Caduta all' Italia</title><content type='html'>Re: Trieste e l'Austria : monumenti rimossi&lt;br /&gt;di JJoyce il 07/04/2008, 7:27 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul quotidiano locale lessi la scorsa estate ( 2007 )a firma di uno strorico , che fu la ricca comunità ebraica locale a incentivare l'irredentismo gliuliano, e la causa fu che loro non godevano del diritto alla carriera politica nell' impero d'Asburgo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-3862876550234021982?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/3862876550234021982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=3862876550234021982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/3862876550234021982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/3862876550234021982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/07/caduta-all-italia.html' title='Caduta all&apos; Italia'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-5517700972516230236</id><published>2008-07-01T13:47:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T13:48:07.662-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='triestinità'/><title type='text'>Morris</title><content type='html'>Re: Trieste e l'Austria&lt;br /&gt;di JJoyce il 07/04/2008, 7:21 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morris è osservatrice sensibile e cronista impeccabile: nel testo, narra dei Caffè storici, e del migliore caffè del mondo; delle sorti degli straordinari letterati del Novecento triestino, da Slataper a Svevo a Joyce (che qui scrisse “Dedalus”, “Ritratto dell’artista da giovane”, parte dei “Dubliners”; e qui ideò “Ulisse”), fino – ovviamente – al divino Magris; delle osmize del Carso, della mitologia della Bora, dei misteriosi mori Micheze e Jacheze sulla torre dell’orologio del Municipio, in Piazza Grande (oggi Piazza Unità d’Italia); e ovviamente s’emoziona descrivendo il castello di Miramar, sublime ricordo dell’amore infelice di Massimiliano (comandante della flotta di stanza a Trieste) e Carlotta. &lt;br /&gt;Perché quel castello è il simbolo d’un sogno che forse s’è sospeso, e attende d’esser rivendicato: perché tornino i giorni del più grande porto del Mediterraneo, un tempo Kaiserlich und Königlich (imperiale e regio): in futuro, indipendente, e franco. E finalmente libero dal cancro di questa città: la nazione della decadenza e della menzogna, l’Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così scrisse J. Morris nel 1926, e pare che le cose nn siano mai cambiate..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-5517700972516230236?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/5517700972516230236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=5517700972516230236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5517700972516230236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/5517700972516230236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/07/morris.html' title='Morris'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4726286793805592169.post-1177414944248751605</id><published>2008-07-01T13:44:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T13:45:05.329-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='triestinità'/><title type='text'>Viva l'A</title><content type='html'>Viva l'Austria e po bòn !&lt;br /&gt;di Kirchner il 28/06/2008, 17:44 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Trieste xè de tempo che sento la gente cantar la canzon in modo no proprio coreto :&lt;br /&gt;xè chi la canta cussì :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIVA L'A. E PO' BON&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La galina con do' teste&lt;br /&gt;mi la go vista svolazar&lt;br /&gt;sora i coli de Trieste&lt;br /&gt;l'alabarda sventolar.&lt;br /&gt;Qua se magna, qua se bevi&lt;br /&gt;qua se vivi in abondanza&lt;br /&gt;pastasuta no ne manca&lt;br /&gt;e viva l'A. e po' bon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E viva l'A. e po' bon&lt;br /&gt;xe el vecio moto triestin&lt;br /&gt;che la vadi ben, che la vadi mal,&lt;br /&gt;sempre alegri, mai pasion&lt;br /&gt;viva l'A. e po' bon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre el testo giusto xè questo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIVA L'A. E PO' BON&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La galina con do' teste&lt;br /&gt;mi la go vista svolazar&lt;br /&gt;sora i copi de Trieste&lt;br /&gt;l'alabarda sventolar.&lt;br /&gt;Qua se magna, qua se bevi&lt;br /&gt;qua se vivi in abondanza&lt;br /&gt;pasta e ceci no ne manca&lt;br /&gt;e viva l'A e po' bon...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E viva l'A e po' bon&lt;br /&gt;xe el vecio moto triestin&lt;br /&gt;che l'A vadi ben, che l'A vadi mal,&lt;br /&gt;sempre alegri, mai pasion&lt;br /&gt;viva l'A e po' bon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La canzon non significa affatto viva là,( inteso " che la vadi come che la vadi), ma significa Viva l'Austria&lt;br /&gt;riassunto : &lt;br /&gt;Viva l'Austria e basta, che la vadi ben, che la vadi mal, sempre alegri e mi passion, viva l' A e po bon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nessuna polemica, solo 'na puntualizazion, per coreteza no solo storica ma de dovuta cultura tergestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sugeriso leture dei "maestri" Carpinteri e FaragunaKirchner&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4726286793805592169-1177414944248751605?l=triestin.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://triestin.blogspot.com/feeds/1177414944248751605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4726286793805592169&amp;postID=1177414944248751605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/1177414944248751605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4726286793805592169/posts/default/1177414944248751605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://triestin.blogspot.com/2008/07/viva-la.html' title='Viva l&apos;A'/><author><name>TSMagazine since  2004©</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09294056376634343191</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-optK7KcefWs/TwbyUn6gTBI/AAAAAAAAAxM/iKvIMlaZN5w/s220/QR%2BTsmagazine.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
