L’Eco del Litorale
Edizione di Vienna
Martedì 8 giugno 1915
Come è scoppiata ala guerra coll’Italia
Il Manifesto imperiale
Ai miei Popoli !
Il Re d’Italia mi ha dichiarato la guerra.
Una fellonia, di cui la storia non conosce l’eguale, venne perpetrata dal Regno d’Italia verso i suoi due alleati.
Dopo una alleanza di più di trenta anni, durante la quale essa potè aumentare il proprio possesso territoriale e assorgere a insperata prosperità, l’Italia Ci abbandonò nell’ora del pericolo e passò a bandiere spiegate al campo dei Nostri nemici.
Noi non minacciammo l’Italia, non diminuimmo il di Lei prestigio, non toccammo il suo onore né i suoi interessi. Noi adempimmo sempre fedelmente ai Nostri doveri d’alleati e le fummo di scudo, quando essa entrò in campo.
Facemmo di più : Quando l’Italia rivolse i suoi cupidi sguardi oltre i Nostri confini, eravamo decisi, nell’intento di conservare l’alleanza e la pace, a gravi e dolorosi sacrifici, sacrifici questi che particolarmente affliggevano il Nostro cuore paterno.
Ma la cupidigia dell’Italia, la quale credeva di dovere sfruttare il momento, era insaziabile.
E cos’ì la sorte deve coprirsi.
Contro il possente nemico al Nord, la Mia armata fece vittoriosa difesa di una gigantesca lotta di dieci mesi, stretta in fedele fratellanza d’armi con gli eserciti del Mio augusto alleato.
Il nostro perfido nemico al Sud non è per essa un nuovo avversario.
Le grandi memorie di Novara, Mortasa, Cuslozza e Lissa, che formano l’orgoglio della Mia gioventù, e lo spirito di Radezky, dell’Arciduca Alberto e di Tegelihoff, il quale continua a vivere nella Mia armata di terra e di mare, Mi danno sicuro affidamento che difenderemo vittoriosamente canche i confini meridionali della Monarchia.
Io saluto le Mie truppe, ferme nella lotta, abituate alla vittoria : confido in loro e nei loro duci. Confido nei Miei popoli al cui spirito di sacrificio senza pari vanno i Miei più sentiti paterni ringraziamenti.
All’ Altissimo rivolgo la preghiera che Egli benedica le Nostre bandiere e prenda la Nostra giusta causa sotto la sua clemente custodia.
Vienna, 23 maggio 1915
Francesco Giuseppe m.p. ( Francesco Giuseppe I 1848 > 1916 )
a Lui successero :
Carlo I imperatore d'Austria ( regno : 1916 - 1918 )
re Carlo IV d'Ungheria - a volte indicato come "Carlo". Morì in esilio nel 1922.
Attuali eredi di Casa Asburgo :
*Otto d'Asburgo-Lorena ( 1912)
ultimo erede al trono d'Austria dal 1916 al 1918,
divenne Capo della Casa d'Asburgo-Lorena nel 1922 alla morte del padre Carlo I, Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria.
*Carlo d'Asburgo-Lorena (1961) Capo della Casa d'Asburgo dal luglio 2007
Capit Adriae, la capitale del Kustenland Austriaco, la Città di Trieste. Estratti di giornali storici, documentazioni, breve storia della Città cara agli Asburgo e del suo Hinterland ecc
mercoledì 31 dicembre 2008
Dichiarazione di Guerra dell' Italia
L’Eco del Litorale
Edizione di Vienna
Martedì 8 giugno 1915
La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria
Traduzione dal testo francese
“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.
Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”
Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.
Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.
La nota dell’Italia del 4 maggio
La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :
“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”
fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)
“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.
“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.
“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.
“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”
“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.
“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.
Edizione di Vienna
Martedì 8 giugno 1915
La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria
Traduzione dal testo francese
“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.
Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”
Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.
Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.
La nota dell’Italia del 4 maggio
La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :
“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”
fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)
“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.
“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.
“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.
“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”
“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.
“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.
Analisi dichiarazione di guerra
L’Eco del Litorale
Edizione di Vienna
Martedì 8 giugno 1915
La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria
Traduzione dal testo francese
“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.
Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”
Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.
Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.
La nota dell’Italia del 4 maggio
La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :
“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”
fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)
“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.
“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.
“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.
“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”
“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.
“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.
Edizione di Vienna
Martedì 8 giugno 1915
La dichiarazione di guerra dell’ Italia all’Austria
Traduzione dal testo francese
“Al 4 maggio na.c. furono notificati all’ i.e.r. Governo i gravi motivi pei quali l’Italia fidando nel suo buon diritto ha dichiarato nullo e d’ora in poi inefficace il suo trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria, il quale era stato violato dall’ i.e.r. governo, e ha riacquisito in questo riguardo la sua piena libertà d’azione.
Fermamente decisa di aver cura con tutti i mezzi dei quali dispone della tutela dei diritti e interessi italiani, il governo reale non può sottrarsi al suo dovere, di prendere contro ogni presente e futura minaccia quelle misure che gli avvenimenti le impongono allo scopo di realizzare le aspirazioni nazionali. Sua Maestà il re dichiara che da domani in poi egli si considera in stato di guerra coll’Austria-Ungheria”
Questa nota fu consegnata dall’ ambasciatore d’Italia Duca d’Avama al Ministro degli esteri conte Burian , domenica 23 maggio alle ore 3 ¼ pom.
Verso le 7 della sera stessa fogli speciali pubblicarono il manifesto dell’ Imperatore , che più sopra abbiamo riportato.
La nota dell’Italia del 4 maggio
La dichiarazione di guerra è vuota: non adduce motivi, si richiama a una nota anteriore colla quale l’Italia volle prendersi piena libertà d’azione ; del passaggio dalla libertà d’azione all’ aggressione armata non c’è che l’accenno a “misure che gli avvenimenti impongono” e a possibili “minacce future”. Dalla nota del 4 maggio, del pari impacciata e inconcludente tagliamo i punti più importanti :
“..l’alleanza tra l’Italia e l’Austria-Ungheria era ideata da bel principio come un elemento e una garanzia per la pace e aveva il suo scopo principale della comune difesa”
fa seguito di fronte a posteriori avvenimenti e alla nuova situazione i governi dovettero prendere di mira un altro scopo non meno importante e si sono studiati, nei successivi rinnovamenti dell’alleanza, di assicurarne la continuazione col fissare la massima dell’ accordo preventivo per i Balcani , affine di conciliare gli interessi e le tendenze divergenti delle due potenze” ( Omissis)
“L’Austria-Ungheria invece intimò nel corso dell’ estate 1914, senza previo accordo coll’Italia, anzi senza farne il minimo accenno e senza tener conto dei consigli di moderazione del governo italiano, un ultimatum alla Serbia addì 23 luglio, il quale fu la causa e l’origine dell’ attuale conflagrazione europea”.
“Ragione e sentimento sono contrari alla conservazione d’una benevola neutralità, quando uno degli alleati ricorre alle armi per realizzare un programma che è diametralmente opposto ai vitali interessi dell’altro alleato”.
“Il governo italiano era pronto di accettare un accordo, che avesse per base una modesta soddisfazione delle giuste aspirazioni nazionali dell’ Italia, e che servisse a diminuire la disuguaglianza nella reciproca posizione dei due Stati coll’Adriatico”.
“Tutte le premure del governo reale trovarono l’opposizione dell’ i.e.r. governo…”
“In teli circostanze il governo italiano si trovò costretto di rinunciare alla speranza d’un accordo e di ritirare le sue proposte”.
“Fidente nel suo buon diritto l’Italia dichiara perciò, che d’ora in poi, essa considera il trattato d’alleanza coll’Austria-Ungheria come decaduto e d’ora in poi inefficace”.
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